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Endoscopia
Procedure d'intereresse

Oltre alle convenzionali tecniche di endoscopia digestiva, il Centro di Endoscopia degli Spedali Civili esegue procedure endoscopiche di particolare interesse nel campo delle malattie infiammatori intestinali.

 

LA CROMOENDOSCOPIA

Con il termine di cromoendoscopia si intende l’impiego durante l’esame endoscopico di coloranti chimici in grado di evidenziare per contrasto aree di iniziale alterazione patologica della superficie mucosa, altrimenti difficilmente visibili. I principali campi di applicazione di tale metodica sono i seguenti:

  • Identificazione dell’esofago di Barrett, della cardite e della metaplasia cardiale
  • Distinzione della mucosa gastrica normale da mucosa con metaplasia intestinale
  • Valutazione delle anomalie delle pliche della mucosa colica, con possibilità di identificazione dei “foci di cripte aberranti” e di anomalie delle pliche coliche
  • Discriminazione di polipi iperplastici da polipi adenomatosi
  • Identificazione di polipi piatti e adenomi “serrati”
  • Definizione accurata dei margini delle lesioni mucose

L’uso della cromoendoscopia risulta particolarmente indicato nella colite ulcerosa, nella quale l’aumentato rischio di insorgenza di cancro colorettale prevede una periodica sorveglianza endoscopica.
In questa condizione l’impiego di coloranti di contrasto può facilitare l’individuazione di alterazioni strutturali della mucosa colica, lesioni displastiche o neoplastiche in fase precoce.

A questo tipo di cromoendoscopia, che viene anche definita “in vivo”, si può associare la cromoendoscopia “elettronica” e la magnificazione, che si avvale di strumenti endoscopici sofisticati in grado di esaltare le dimensioni dell’immagine endoscopica tradizionale tramite un’elaborazione della stessa.
Si tratta di tecniche complementari all’endoscopia tradizionale che consentono di ingrandire con tecnologia ottica o elettronica le immagini endoscopiche, permettendo una visione più dettagliata della superficie mucosa e della componente microvascolare, e quindi l’identificazione precoce delle lesioni.

L’Endoscopia Digestiva degli Spedali Civili di Brescia si avvale di uno strumento che utilizza la tecnologia del “narrow band imaging”, basata sulla modulazione ottica delle lunghezze d’onda della sorgente luminosa.

 

L’ENTEROSCOPIA A DOPPIO PALLONE”

L'Enteroscopia “a doppio pallone” (DBE) è una procedura che consente al medico di guardare direttamente all'interno dell’esofago e dello stomaco e di procedere oltre il duodeno, nel piccolo intestino (digiuno e ileo) rilevando eventuali patologie.

A tale scopo si utilizza  l’enteroscopio, una sonda di diametro inferiore al centimetro, con una telecamera e una luce all’estremo distale, che viene introdotto  attraverso la bocca, fino a raggiungere il piccolo intestino.

Fino a pochi anni fa l’esplorazione endoscopica del piccolo intestino  (digiuno e tenue) poteva essere fatta solo per un breve  tratto o in corso di intervento chirurgico. Con la tecnica “a doppio pallone” l’enteroscopio viene fatto passare attraverso una sonda di 12 mm di diametro (“overtube”) con un palloncino al suo estremo.
Un altro palloncino è posizionato all’estremo dell’enteroscopio.
Questo sistema permette la progressione dell’enteroscopio nel piccolo intestino, che può essere esplorato per lunghi tratti.

Oltre che per la via orale l’esame può essere condotto anche per via transanale, raggiungendo il piccolo intestino dopo aver esplorato tutto il colon. Talvolta per esplorare la maggior parte del piccolo intestino può essere necessario utilizzare prima una via e successivamente, dopo una o due settimane, anche l’altra.
Con questo apparecchio è possibile eseguire prelievi bioptici, polipectomie, dilatazioni pneumatiche di stenosi ed emostasi di lesioni sanguinanti.
E’utile per accertare la causa di sanguinamenti del tratto digestivo o di alcune anemie (carenza di globuli rossi) quando altre indagini (EGDscopia e Colonscopia) siano risultate negative.

L'enteroscopia fornisce informazioni sulla mucosa del piccolo intestino più precise di quanto si possa ottenere con le  indagini radiologiche dell'apparato digerente (Clisma del tenue, ECO, TAC).
La possibilità di effettuare biopsie (cioè il prelievo di piccoli frammenti di mucosa) migliora ulteriormente le capacità diagnostiche di questo esame anche nei confronti della Videocapsula endoscopica.

Nell’ambito del morbo di Crohn risulta di particolare interesse la possibilità di trattare endoscopicamente stenosi del piccolo intestino che in alternativa richiederebbero l’intervento chirurgico.
E’ infatti possibile attraverso l’enteroscopia eseguire dilatazioni pneumatiche di restringimenti del lume intestinale, tipiche delle forme stenosanti della malattia.
Inoltre, durante tali manovre, è possibile eseguire l’iniezione intraparietale di farmaci che rallentano il processo cicatriziale e quindi la formazione di ulteriori stenosi.

 

VIDEOCAPSULA COLON

Sarà a breve disponibile la videocapsula per l’esplorazione del colon. Si tratta di una capsula dotata di una doppia fotocamera, che viene agevolmente ingerita dal paziente.

Durante il passaggio nel colon la capsula acquisisce le immagini della mucosa del colon e del retto che vengono trasmesse ad un registratore portatile che il paziente indossa in vita.
Al termine dell’esame, una volta che la capsula è stata espulsa, le immagini vengono elaborate da un software specifico e quindi valutate dal personale medico.

I vantaggi offerti da questo sistema sono molteplici: consente la visualizzazione con procedura non invasiva della mucosa del colon in assenza di sedazione, di intubazione, di insufflazione e di radiazioni.
L’uso della videocapsula potrebbe essere complementare all’endoscopia tradizionale in quei pazienti nei quali la colonscopia è controindicata, oppure in caso di colonscopia incompleta o di rifiuto all’esecuzione dell’esame, o ancora nel controllo dell’efficacia della terapia nei pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche.

Il significato e la sua efficacia diagnostica vanno considerate con attenzione soprattutto nei pazienti con malattie recidivanti, quali le malattie infiammatorie croniche intestinali.

 

  Università degli Studi di Brescia Spedali Civili di Brescia
Chi siamo
L’Unità di Endoscopia Digestiva diretta dal Prof. R. Cestari è centro di riferimento per la diagnosi e la terapia delle patologie dell’apparato digerente.
Cosa facciamo
Procedure diagnostiche endoscopiche e manovre terapeutiche.

 

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